Kraft Hotel Firenze · Itinerari PROPOSTI dAlla nostra guida Susanna Pampaloni personalguide@krafthotel.it

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8 Itinerario
Casa Museo Rodolfo Siviero
Giardino Bardini
c. 3-4 ore


Il Giardino Bardini, comprato e sistemato dall'antiquario Stefano Bardini a inizio Novecento, si estende su un'ampia zona collinare nell'Oltrarno, dalle pendici del Piazzale Michelangelo fino all' Arno, tra Piazza dei Mozzi, Via di San Niccolò, la Costa Scarpuccia, Costa San Giorgio e la Via di Belvedere (con vari accessi su più strade), per una superficie totale di circa quattro ettari.
La parte più scenografica del giardino resta la grande scalinata barocca che culmina con un piccolo edificio-belvedere, dal quale si gode una spettacolare vista sulla città. Nelle vicinanze si trovano sei fontane decorate da mosaici. Numerose sono le rose e gli iris piantati, oltre alle ortensie e altre piante decorative. Nella parte più bassa esiste un teatro verde, ricavato nella vegetazione in una concavità del terreno.
Il giardino possiede due grotte: una semplice, come una grotta naturale, nella parte più alta, vicino alla Kaffeehaus; una più decorata, situata a valle, dall'aspetto eclettico, sormontata all'ingresso da una arco in laterizi. Fanno parte della decorazione inoltre un tempietto e varie fontane.
Nel giardino resta una parte della statuaria collocata da Bardini, sebbene in maniera frammentaria e incompleta a causa di spoliazioni che hanno disperso un fetta del patrimonio dell'antiquario.

Scendendo per Costa San Giorgio raggiungiamo il quartiere di San Niccolò e da lì facciamo tappa alla Casa Museo Siviero. Rodolfo Siviero (1911 - 1983), collezionista d'arte e ministro plenipotenziario nel secondo dopoguerra, è noto soprattutto per aver guidato la delegazione che si adoperò per il recupero delle opere d'arte trafugate in Italia nel corso del conflitto. Negli ambienti della villetta, fra arredi dalle severe linee neorinascimentali e opere d'arte improntate a uno schietto figurativismo, egli raccolse i numerosi oggetti d'arte che spesso documentano - attraverso dediche e iscrizioni - rapporti di stima e di amicizia fra Siviero stesso e gli autori. In particolare, si segnalano sculture di Giacomo Manzù e Francesco Messina, dipinti di Ugo Pignotti, Ardengo Soffici e, soprattutto, Giorgio De Chirico.

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